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7.03.2001
Ed è così che ti ritrovi a scrivere, senza un motivo, senza un movente, o forse spinto da motivazioni intrise di gocce causali...o casuali...mille giorni passati e mille ancora a giungere. E così sarà sempre. Ti volti alle spalle e vedi volti, cose, avvenimenti che pensi siano tuoi da sempre, per sempre, ma poi ti rendi conto che sono passaggi, momenti...almeno alcuni, mentre altri sono fissi, al tuo fianco, vite parallele di volti, di cose...che viaggiano al tuo fianco, potresti allungare il braccio e toccarli ma hai paura, paura che si allontanino e tu non possa mai più rivederli, sparendo oltre la linea dell'orizzonte. Certo sai che ci sono, ma non partecipi alla loro vita, al loro insistente scorrere orizzontale nel loro tragitto. Ed è qui che capisci che non importa...un albero fa rumore nel bosco quando cade anche se non ci sei...a nessuno interessa se tu sia lì o meno, almeno finchè non ci sei e deve tenerne conto...tranne chi, realmente vuole che la linea sia unica, non divisa, ma intrecciata in una sola, mano nella mano, due volti che si sfiorano, corpi che si avvolgono e condividono calore, emozioni, umori...ed è qui che allora capisci che vale la pena di vivere, di continuare a camminare, di sfruttare ogni singolo momento e di guardare oltre l'orizzonte...perchè quando si sale in altro si può vedere di più e più lontano ed insieme non si ha paura di cadere, di cedere. Salgo da ormai oltre 6 mesi, supero nuvole, ozono, stratosfera e ionosfera e proseguo oltre. E solo allora mi accorgo che non c'è solo la Terra, ma pianeti, stelle, galassie, universi interi che vivono, girano muoiono e si ricreano in frazioni di secondo che neanche concepiamo e non si interessano a noi, a me, a te, eppure pensandoci ti rendi conto che altri esseri infinitesimali ti bloccano, ti asfissiano e ti tarpano le ali per invidia, egoismo o semplicemente perchè il loro orizzonte è troppo vicino per guardare altrove...Figure che sono convinte che la linea orizzontale della loro vita possa prendersi il diritto di incidentare contro quelle altrui per deviarle...ma non si rendono conto che non possono che se solo pensassero a mandar dritta la propria nulla accadrebbe e tutto rimarrebbe comunque immutato senza degenerare in futili scontri di segmenti e rette impazzite...e salgo ancora, sempre più in alto, cibandomi del tuo respiro come tu del mio e non ho paura, non sento freddo ma sto bene cullato in questo amore così puro e genuino. E mentre l'universo attorno a noi collassa io vedo te...e me...e le nostre linee che si uniscono all'infinito in un mondo dove le distanze sono solo numeri e il nostro è solo uno dei tanti universi, dove sono le nostre regole a regnare e dove non esistono rotte incidenti...
"Se fissiamo la stessa Luna non siamo poi così lontani"
"Wenn wir den gleichen Mond sind wir nicht so weit"
Un anno vecchio sta volgendo al termine ed uno nuovo sta per nascere. Inutile fare auguri e caricarsi di buoni propositi perchè nulla cambierà se non saremo noi a volerlo, ma non verso gli altri...ma verso se stessi...
Un nuovo anno sboccia...spero solo che non sia l'unica cosa a fiorire nel 2009.
Sad Jester...
PS (che non c'entra nulla) ...e siamo noi e siamo noi, il Paradiso siamo noi...
Se quello che cerchi sono risposte...qui avrai quelle che vorrai, ma se quello che vuoi fosse "altro"...bhè troverai qualcosa che potrà aiutarti anche in quel caso....
Ore 3 e 36, mi sveglio di soprassalto, riposato, da cosa? da un sonno senza sogni, da un riposo forzato. Ed ho più mal di schiena, più sonno e più dolore di quando mi sono messo giù. E così mi alzo, senza pensieri, la notte spesso mi ispira ma non ora, non questa notte...eppure è in questa notte che scrivo, è in questa notte che vorrei fissare il cielo e piangere e invece no, sorrido, alla gente che si aspetta questo da me, non tristezza, non lacrime, ma sorrisi, illusori mentre la mente rimugina, lavora, si lacera al mattino per lenirsi la sera, così, sempre, ogni giorno, incessantemente e senza posa...
E così mi guardo intorno, la casa, forse l'intera città, dorme; l'unica luce il mio schermo...bianco...asettico...ed in una volta mi si palesano passato presente e futuro nella mia mente, immagini vaghe...o speranze di un miraggio...o solo follie di una mente che non riesce a capirsi, a comprendersi...a perdonarsi.
E vorrei stringere i pugni fino a sanguinare, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso. Sempre che ci sia il risultato. O sarà solo una inutile sofferenza, un'ennesima nocca spillante sangue contro la trave portante della mia vita, un futile buffetto che ripercuote il dolore sul mio corpo lasciando intatta la colonna che beffarda lascia scivolare il sangue tra le sue marmoree venature. Ed io in ginocchio a gridare...dolore?impotenza?paura? No, sensi di colpa, che lacerano il mio corpo, ma verso chi? Verso di me, non mi perdono...e per cosa? Chissà, forse non ha neanche importanza...Passerà...Reagisci....belle parole quando i problemi sono altrui. Lasciatemi sprofondare in santa pace, le mie unghie sono rotte, in fondo non potrò scavare...ma solo risalire...l'istinto di sopravvivenza fa fare cose assurde, dicono l'adrenalina...dite quel che volete...
Dite e fate quel che volete, io sprofonderò comunque, ma è da lì che rinascerò e mi risolleverò, perchè non è l'adrenalina che mi spinge a rialzarmi, ma è la sola Volontà che ho di dimostrarvi che ho una spina dorsale, che so reggermi da solo e che da solo saprò camminare, in avanti, contro le intemperie...e non sarò nudo in quel momento, avrò l'armatura che in questi anni ho lasciato a prendere polvere nelle cantine del mio essere. Perchè non è adrenalina, è voglia di Libertà...e l'avrò...
Libertà
Libertà....come risuona lontana alle mie orecchie, ma forse è l'ora, forse il sonno...
...o forse i deliri di una mente che prova, soffre, sopporta e pensa...e che è troppo stupida per parlare apertamente con me...e con chi vorrebbe la capisse...
E' come nel dormiveglia, quando il mondo attorno a te è sveglio e ne senti ogni mossa, eppure tu dormi, dirigi i tuoi sogni dove meglio credi, li vivi, li gestisci, sorridi e chi ti guarda dormire vede cosa sogni. E poi...ti svegli, seppur già consapevole ti rendi ora conto completamente che erano solo sogni, ma erano così vividi, passi la giornata con quelle immagini nella testa e finchè non chiedi se un determinato avvenimento è accaduto o meno vivi nel dubbio dell'incertezza...
Così apro gli occhi e mi sveglio, il rumore di un motore, uno sguardo, un bacio, un saluto che si allontana dietro un vetro ed il sogno svanisce, si volatilizza aspettando il prossimo dormiveglia per riprendere da dove è finito, ma la notte è in agguato, il subconscio prende il sopravvento ed è lui a dirigere i giochi in quel momento e così magari, per scherzo o pura malvagità decide di farti finire il sogno come meglio crede, tramutandolo in un incubo, e tu, che sei lì in balia di esso e chiedi solo di svegliarti, di fuggire via. Poi però ti svegli e sei triste, hai il cervello lento e l'oblio ti assale. Gli occhi si colmano di lacrime e non sai perchè, no, perchè il più delle volte non ricordi neanche cosa hai sognato, sai solo che non era nulla di bello.
E vorresti piangere e spesso, chiuso nel tuo mondo, lo fai, lacrime sgorgano dai tuoi occhi ma non cambia nulla, fissi la tua immagine nello specchio che ti deride, che ti sbeffeggia mentre vede piangerti e lei, lei sì che ne sa il motivo, ma non te lo dice, no, perderebbe il divertimento. Ed allora il pianto si tramuta in rabbia, distruggi lo specchio con un pugno, ma non ti rendi conto che hai solo distrutto l'immagine riflessa di te stesso e ti ritrovi un pugno sanguinante, un'immagine distorta e cocci di vetro. E' quella la vera immagine di me, è quello come mi sento, un orrendo e macabro ritratto distorto di me stesso, di quello che sono.
Ed allora? che dovrei fare? rimettere a posto i cocci dello specchio? Certo, una volta uniti puoi rivederti, ma le crepe ci sono e non se ne vanno, senza contare che spesso i pezzettini piccoli neanche li ritrovi e restano dei buchi, buchi nel tuo io, nel tuo essere...ed allora lasci stare, ti accontenti di quel che hai...non ho soldi per uno specchio nuovo...mi tengo quel che ho e sto lì di nuovo...
Oye, como va
ha smesso quel bel vento
considera che in me è primavera da mezz’ora il cielo ha una porta sola
hai smesso di far male
ai tuoi fragili pensieri
hai cominciato a fare pace con te stessa tu
e vivi tutto sempre in ombra
tu mi piaci tu mi dici
non sono in grado di amarti come vuoi
scriverti da qui
che è anche terra tua
è come farti respirarti quello che respiro
la nave bianca d’ogni ora
tu mi piaci tu mi dici
non meriti la parte mia peggiore no, tu no
e non è per farti fretta
e non è per la distanza
tutto vivo e vive senza te
io ti scrivo per sentire
io ti scrivo senza tempo
potrei anche non ricevere
che quello che io sento di te è forte
quello che io sento di te è sempre che tu…
mi piaci… tu mi dici
non sono in grado di amarti
lì che tempo fa
tu sarai già al mare
prenditi il tuo tempo e non sentirti in colpa mai
la volontà decide ancora
tu mi piaci tu mi dici il cielo ha una porta sola
tu mi piaci tu mi dici
il cielo ha una porta sola,aprila,aprila
Penso ci sia ben poco da aggiungere, i giorni passano, ora sei qui ma presto sarai lontana, ma non dal cuore o dalla mente...tu mi piaci e questa è per te, un dono finalmente solo nostro e che nessuno potrà rubarci.
"Si può scorgere il Divino in ogni granello di polvere, e questo non ci impedisce di scacciarlo con un colpo di spugna. In qualsiasi caso, il Divino non si allontana: semplicemente si trasforma nella superficie pulita."
A volte mi trovo a stupirmi di come la vita, su un pianeta fatto di lava ed acqua, abbia potuto svilupparsi…il clima, l’atmosfera, gli atomi, le molecole, ogni cosa al posto giusto nel momento giusto. Un caso? Esiste una probabilità su non so quanti miliardi che tutte queste condizioni siano presenti. Certo, il concetto della nascita della vita mette in gioco indubbiamente più variabili, ma nella vita di tutti i giorni, ogni nostro passo, ogni gesto è dettato da un gruppo di variabili che si combinano tra loro. Certo, questo se volessi essere uno sporco materialista limitando il tutto a numeri e probabilità.
Ma io non ci credo, io so, in cuor mio, come lo sanno tutti che gli incontri della vita, anche i più futili sono dettati da qualcosa di preciso, un sentiero, una strada già scritta. Di questo ne sono stato sempre convinto e, proprio ieri, grazie ad una gradita lettura ho trovato esattamente quello che cercavo di esprimere ma per cui non trovavo le parole adatte…
"Ho riflettuto a lungo e ho scoperto che non sono entrata casualmente in quel Caffè. Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano.
Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente"
[ Da.. 11 Minuti -Paulo Coelho ]
Questa frase ha per me un significato ancora più profondo di quello che la maggio parte dei lettori potrebbe dare. E’ la mia vita in questo istante. Un’anima legata ad un’altra prima che i corpi si conoscessero. E tutto questo per far sì che una persona morta emotivamente possa rinascere accanto a me, come io sto rinascendo accanto a lei. E’ solo questione di tempo, e tutto si compirà come è deciso…
Dieci, dodici, quattordici, cento, un’eternità…non so quanto è stato, i giorni passavano rapidi, troppo…
Un nome, un volto, una voce, tutte cose conosciute…si sono colmate, hanno riempito i vuoti…un corpo, gli sguardi, le mani…
Degli occhi da guardare, mani e fianchi da sfiorare, parole da ascoltare, labbra da assaporare, un profumo da inalare…cinque sensi ed una donna…
Esprimere su carta e con semplici parole dei tumulti interiori è impossibile, come se volessi disegnare concetti astratti.
Ho visto, questo lo posso descrivere, mani intrecciarsi, sguardi lanciati tra volti ignari, fugaci carezze e sussurri celati. Ho visto stelle brillare come non mai, nel cielo come in terra. Ho visto una luce brillare nel mio cuore, una luce offuscata per troppo tempo. Ho visto fremiti, perle di sudore, fari di macchine illuminare l’ignoto, silenzi, invocazioni. Troppe cose che non basterebbe l’eternità a descriverle.
Ho capito….ho capito cosa c’è in me, cosa voglio e come…ho capito che quello che prima vedevo come un sentiero nebbioso si è aperto in un sontuoso viale, ai bordi persone che non capivo a cosa servissero nella mia vita, alle spalle vite di altra gente legate a me indissolubilmente ed accanto l’unica altra strada che prima intrecciata e poi congiunta alla mia mi prende per mano e mi accompagna come io faccio con lei.
E mentre i giorni passano e con essi sale l’attesa e l’aspettativa di un nuovo momento io spero, chiudo gli occhi e ascolto il battito del mio cuore, ascolto il nostro spirito indissolubile unito chissà dove. Scruto l’oscurità della non vista e vedo il suo volto, i suoi occhi i suoi sorrisi, ma reali, genuini, quelli che un futuro porterà con sé, il futuro in cui, senza fretta, saremo lì, insieme, chissà dove, chissà perché…perché io ci credo, e credere è il primo passo per raggiungere i propri desideri…
A te che sei per me l’unica stella ed a Te che da sempre sei stato e sarai la mia Luce…